Da Roma la lezione di un minimalismo che non ha sacrificato l’eleganza

Minimalismo sinonimo di sterilità? Da oggi vi ricrederete: questo appartamento a Roma riesce a dire la sua anche se completamente (o quasi) bianco.

Una chiara lezione che sfata il mito secondo cui il minimalismo è ormai uno stile sterile e asettico che non fa trasparire alcuna emozione, viene da un appartamento di Roma, restaurato dall’architetto Carola Vannini.
L’utilizzo del bianco e dei toni molto chiari è stato fatto in maniera così sapiente che, nonostante il totale restyling, l’appartamento ha tanto da dire.

Il fulcro è, come sempre, la cucina e lì, tra infinite scaffalature bianche a filo, senza maniglie, tra ripiani lisci e spogli, si intravede la storia di questo posto. Un riquadro che racconta come questa stanza in realtà stia lì da molto tempo, e il forte contrasto della parete grezza con il resto delle superfici liscie e pulite crea una conversazione con il passato.

Ogni superficie è priva di decorazioni superflue, solo una lettera G ( che è il nome dato all’appartamento), un vaso con delicatissime calle e un’imponente cornice dorata dai decori barocchi.

Questa casa ha un’eleganza così imponente da spezzare il fiato.
La scelta del parquet in rovere sbiancato e del cemento bianco per il tavolo, le sinuosità delle sedie phantom il tutto abbinato a uno studio profondo del light design rende perfettamente le mille sfumature e texture di un solo colore.  Tutto questo bianco di staglia perfettamente con il soffitto interamente in legno scuro che crea un contrasto anch’esso carico di significati.

 

Dalla cucina infine si accede a un piccolo angolo di relax con un bancone e uno sgabello nero che riprende le linee delle sedie della cucina e a una romanticissima zona dining con una parete fatta di nuvole e una citazione impressa:

 sky is the limit

Questo appartamento è l’esempio perfetto di come la casa può essere utilizzata come una tela bianca su cui dipingere il nostro carattere con decorazioni in contrasto.